Un altro quadro ritrovato ....
" spiaggia abbandonata "
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Alla fine del mese di novembre u.s. eravamo riusciti, dopo non pochi tentativi, a contattare, la "cresciuta ragazza" di nome Linda che per alcuni anni ebbe uno scambio di corrispondenza (lettere e cartoline) con Nello.
Purtroppo il tempo è stato davvero tiranno ...
Peccato .... abbiamo solo fantasticato

L' addormentata in mezzo ai fiori
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Armonie dei segni

La politica popolana dell'era moderna

I calanchi di Lesignano De' Bagni (PR)

La scienza cammina veloce

Maternità

Il Castello di Torrechiara e la Val Parma

Il Signore nel deserto il diavolo gli da il pane

Strada dell'Amore

Cartolina Lesignano de' Bagni primi '900

Egitto un piccolo paese il palazzo del Pascià

Coccodrillo

Principe azzurro

Una valle silenziosa

Carlotta cura il suo capitale
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Dino Menozzi
Editrice Age – Reggio Emilia 1971
… ci sembra opportuno riportare l’avventura della scoperta di Nello Ponzi che solo dopo oltre vent’anni dal suo accostarsi alla pittura , e divenuto noto al pubblico degli appassionati e della critica più attenta.
Di Nello Ponzi si era già sentito parlare sulla stampa locale nei soliti termini giornalistici che puntano sul caso inconsueto e pittoresco, sul “pezzo di colore”. Una verifica diretta ci permise di scoprire, alla sua prima partecipazione ad una modesta collettiva provinciale (Lesignano Bagni 1968) riservata principalmente alla pittura dilettantistica, i notevoli valori espressi dal suo genuini talento, di conoscerlo meglio e di accertare che le sue prime e già valide e compiute manifestazioni pittoriche risalivano al 1945.
Consci della sua fresca vena poetica, dello straordinario fascino, dell’inconscio e suggestivo primitivismo di tante sue espirate raffigurazioni (è anche valido scultore) magicamente evocate da biblici racconti e leggende contadine con toni soffusi e fiabeschi, provocammo la sua prima partecipazione ufficiale (Correggio 1969 – “Il mondo dei naïfs”) con non poca fatica – essendo l’autore talmente restio ad ucire dal suo ambiente quieto e dimesso ma così ricco di fervidi accenti interiori – al punto di dover consegnare in mostra due opere acquistate in precedenza dal pittore stesso, dopo altrettante e non minori insistenze. Lo segnalammo inoltre a Bihalji-Merin, a seguito di una richiesta di compilazione di una succinta panoramica sugli autori italiani di maggior spicco emersi o venuti a conoscenza dal pubblico negli ultimi anni, il quale osservata la documentazione inviata, confermò in pieno la nostra valutazione e lo inserì tra i nominativi citati nel catalogo Naivni 70 dell’omonima Rassegna Internazionale di Zagabria.
Successivamente lo proponemmo ed iscrivemmo personalmente, per la seconda volta, a causa della sua perdurante riluttanza ad esporre, alla 1^ Rassegna annuale di Parma (1971), ove, presente Arsèn Pohribny in giuria, meritò il primo premio (titolo dell’opera La fuga in Egitto) ex-aequo con altri quattro validissimi autori, fatto questo che costituì la sua ufficiale legittimazione.

La fuga in Egitto
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Dino Menozzi La scultura Naive
Editrice Age – Reggio Emilia 1972
Vissuto per anni in una piccola frazione appartata, a ridosso delle colline, ha condotto vita ritirata, completamente assorbito tra l’attività di esercente e l’altra “attività” di pittore e scultore. Per quasi trent’anni è sfuggito agli influssi della cultura rimanendo ancorato ad una visione tranquilla e patriarcale della vita. Si direbbe quasi che la sua attività di esercente, oltre ad osservare alla funzione pratica di sostentamento, abbia recitato un importante ruolo di schermo per l’altra attività segreta e personale.
La visione del cortile della sua piccola abitazione ci coglie subito di sorpresa e ci riempie di stupore: ai nostri sguardi si offrono mostri, sfingi, strani ed indefinibili animali, cariatidi, figure zoomorfe, bassorilievi effigianti paesaggi e castelli della zona. E’ una miriade di voci che si alza, un coro di lingue diverse, di sensazioni strane che ci assalgono inaspettatamente. Per anni questo suggestivo campionario è rimasto nel cortile esposto alle intemperie e ogni nuova presenza ritmava il fluire del tempo.
Per quasi trent’anni tali sculture (unitamente ai quadri che fino a qualche anno fa tappezzavano letteralmente le pareti della sua abitazione) non sono state eseguite per altro scopo che quello di soddisfare la sua passione segreta. Solo nel 1969 era trapelata la vaga notizia di un’anziana persona che scolpiva i “sassi “; e fummo noi a riscoprirlo, e toglierlo dalle rassegne dilettantistiche di paese, ad acquistare alcune delle sue prime opere ed a proporlo all’attenzione della critica, sia come pittore che come scultore.

La morte è un sogno
Ma è soprattutto la sua produzione plastica che ci interessa in questa sede. Abbiamo già sottolineato la straordinaria varietà di temi: pur in questa ampia variabilità notiamo che non vi è apprezzabile sviluppo formale nel complesso delle sue opere; caratteristica questa di tutti gli autentici naïf, e prerogativa di notevole importanza per la quale l’autore si esprime fin dall’inizio con un rimarchevole standard artistico che rimarrà pressoché stabile ed invariato nel tempo.
In Ponzi troviamo inoltre una armonica unitarietà di espressione: i temi vengono resi in un inconscio affiorare degli archetipi mentali dell’autore, formati dallo stratificarsi di fantastici racconti, antiche leggende e bibliche tradizioni.

Solo così possiamo giustificare in Nello Ponzi, vissuto per tanti anni isolato, al di fuori del mondo della cultura e dell’arte, impressionanti quanto involontari punti di contatto con le sue ancestrali forme primitive, che insegue modellando e “adattando” le curvature naturali dei massi e delle pietre tondeggianti, ed ottenendo di volta in volta figure di arcaico sapore simili ad alcune pietre tombali bogomiliche (Bosnia Erzegovina) o agli asciutti ed essenziali bassorilievi del Wiligelmo del primo periodo romanico.
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Il corniciaio
Ormai eravamo rassegnati: molte volte avevamo provato a rintracciare quel nominativo ed ogni tentativo era risultato vano.
Quel pomeriggio del 10 settembre u.s. eravamo tutti impegnati all’esposizione presso la sala consigliare del Comune di Lesignano. L’ingresso di quella persona, un uomo distinto accompagnato da una signora, incuriosì un po’tutti: con movimenti rapidi, quasi nervosi, sfilava silenzioso di fronte alle opere del Nonno. Sembrava anche che stesse cercando qualcuno, un conoscente.
“Sono Francesco, il corniciaio di Ponzi … Ho letto sulla Gazzetta dell’esposizione … e così ho detto a mia moglie: dobbiamo andarci … ” .
Iniziò subito a raccontare della prima volta che osservò le opere di Ponzi ad una mostra collettiva allestita a Reggio Emilia nel 1970. Quelle opere gli rimasero impresse; trascorsi alcuni giorni, assieme ad un suo conoscente con il “vizietto” del commercio di tele, decise di raggiungere da Parma, Santa Maria del Piano, per conoscere Nello di persona.
Non sapeva dove abitasse: girò per il paese fin quando riconobbe la sua casa dalle sculture esposte nel piccolo cortile. Lì avvenne la loro conoscenza; Ponzi prima di far accomodare degli sconosciuti in bottega, domandò spiegazioni circa i motivi della loro visita. Francesco riferì di aver potuto osservare delle sue opere in mostra a Reggio Emilia.
Nello gli mostrò, oltre alla bottega, anche l’amata “casina” piena zeppa di quadri eseguiti su dei pezzi di compensato, quasi tutti senza cornice, appesi alle pareti con chiodi e pezzetti di corda “da salame”.
- “Sig. Ponzi non ha mai pensato di farli incorniciare ?” domandò Francesco.
- “Le cornici sono care, mi ci vorrebbero molti soldi ….” rispose Nello.
- “Io di mestiere faccio il corniciaio … se vuole, posso proporle delle cose che possono andare bene … anche nel prezzo …”
Rimasero d’accordo che si sarebbero rivisti; prima di uscire Nonno Nello volle lasciargli un benaugurate omaggio: un quadretto intitolato “Fermati straniero che entri in casa mia”.
L’altro visitatore non ricevette alcun omaggio.
Dopo un po’ di tempo Nello confidò a Francesco che quella persona non gli era parsa sincera e che lui era lo straniero …

Abbiamo recentemente contraccambiato la visita al Sig. Francesco; accolti nella sua casa abbiamo “ritrovato”, in bella mostra, alcune opere di Ponzi che sono state fotografate e catalogate.
Il Sig. Francesco, ci ha raccontato di aver incorniciato, in quasi dieci anni di collaborazione, tantissime opere e che ogni volta che si recava da Parma a Santa Maria, Nello prima di consegnargli un quadro “doveva prima raccontarglielo”. Francesco ricorda tutt’ora con piacere quando nel 1974 era presente all’arrivo di una troupe della televisione tedesca e di quella indimenticabile giornata terminata a tavola assieme “ai tugnin” (ai tedeschi) a festeggiare Nello. Ricorda perfettamente di quei larghi fogli di carta, un tempo utilizzati nelle botteghe per confezionare la merce, che Nello trasformava nei suoi personalissimi giornali: sulla prima pagina il titolo ed un disegno e di seguito i suoi pensieri, le sue idee. Oppure dei “film”, i copioni che Nello aveva negli anni scritto anche per le rappresentazioni con i burattini , delle poesie, delle canzoni, delle stornellate che spesso gli recitava.
Fra un ricordo e l’altro il Sig. Francesco, al quale è anche scappata anche un'onesta lacrimuccia, ci ha mostrato una lastrina di rame, una matrice, che Nello incise direttamente utilizzando una punta d’acciaio: ci ha fatto notare che l’artista, non avendo più molta forza, non riuscì ad incidere molto profondamente la lastra e che quella matrice fu utilizzata per stampare, nei primi anni '70, un limitato numero di copie, utilizzando la tecnica denominata “punta secca”(1).
L’idea era stata del corniciaio: gli esemplari stampati (venti numerati oltre a quattro prove d’autore) furono fra i due divisi esattamente a metà.
Al momento dei commiati il Sig. Francesco, verificato che non eravamo più in possesso di alcun esemplare di quella stampa, ci ha voluto donare "in nome dell’amicizia con Nello ed in onore al lavoro che state svolgendo", sia la matrice che la copia numero uno.
(1) per approfondimenti sulla tecnica: http://www.iltorchietto.it/3rubriche/tecnichedistampa.htm
* * * * *
Il nuovo template !
Facendo un giro fra i vari blog di grafica ci ha particolarmente colpito quello di Kira83 (http://kirastickers.splinder.com). Volevamo personalizzare il nostro spazio utilizzando immagini scelte fra le opere di Nonno Nello e così abbiamo provato a contattare Kira; la nostra proposta è stata subito accettata. Il risultato del suo lavoro, che non è stato condizionato, ci è piaciuto molto ed è stato fatto immediatamente nostro. Approfittiamo dell’occasione per ringraziare nuovamente Kira per la pazienza dimostrata e per tutto il tempo che ci ha dedicato.
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27 ottobre 2006
Abbiamo accettato di buon grado il nuovo invito, ricevuto dagli amici della Biblioteca Errabonda Clandestina - Parma, ad allestitre nell'ambito del secondo appuntamento del Cenacolo delle Arti, una piccola esposizione di quadri, sculture, libri e pubblicazioni. Nel corso della serata ci è stata anche riconcessa l'opportunità di brevemente presentare ai partecipanti le opere di Nonno Nello esposte e di raccontare qualche aneddoto.
Giudizio : rinnovati complimenti agli organizzatori per l'interessante iniziativa. Un grazie ai commensali per l'interesse dimostrato verso l'arte del Nonno.

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Appunti & iniziative varie
Giovedì 26 Ottobre 2006
Mettendo ordine fra la corrispondenza che Nonno Nello ha conservato sono state rinvenute alcune letterine scritte da una ragazzina di Bolzano di nome Linda.
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Serata 29/09/06

Al fine di poter far conoscere e/o riscoprire la figura dell'uomo e dell'artista Nello Ponzi abbiamo aderito ad una interessante iniziativa promossa dalla BCE Parma. In occasione della serata è stata allestita una piccola esposizione di opere (dipinti e sculture) e di documenti (fotografie, cataloghi, libri, ecc. ) L'intervento è stato imperniato sulla documentata importanza che la figura di Nello Ponzi-artista ricopriva, all'inizio degli anni '70, nell'ambito dell'arte naive/ingenua ed il racconto di alcuni aneddoti legati all'uomo ed alle nostre ricerche.

Giudizio: AL DI SOPRA DELLE PIU' ROSEE ASPETTATIVE. Le opere esposte e l'intervento hanno suscitato interesse circa la figura di Nonno Nello. Iniziativa che seguiremo con estremo interesse e partecipazione anche nelle prossime edizioni !
Il resoconto della serata:
http://www.quellochesuccesso.splinder.com/
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iniziative varie,Plink









http://www.linformazione.com/archivio/20060912/32_PR1209.pdf
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partecipazione a mostre,Plink

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opere nei musei,Plink
www.musee-creationfranche.com/francais/createurs.php?lettre=P&num=13
www.boedeker-gesellschaft.de/?seite=kuenstler&pi=4&kuenstler=92
www.lupobraghi.it/ponzi.htm (dalla Collezione Luigi Braghiroli )
http://biblioteche2.comune.parma.it/lasagni/pab-puz.htm#PONZI STANISLAO (Dizionario Biografico dei Parmigiani)
www.comanducci.it/elenco/elencoP46.htm
www.zeller.de/Kuenstlerindex.154.0.html
www.mauriziozaccardi.it/Opere/critiche.htm (citazione)

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citazioni sul web,Plink


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bibliografia,Plink
“ I sass mort “ li chiama – pensando che è poi lui a darvi vita a colpi pazienti di scalpello – sono generalmente grosse pere di arenaria scura, abbastanza frequenti nel sottosuolo della zona;
Nello Ponzi ritorna allora con la carriola, carica le pietre grosse come una zucca e sino alla stessa capienza della carriola, e le porta a casa, depositandole nel cortiletto antistante il negozio.
Nelle ore libere, nelle lunghe serate estive, la domenica, mentre gli altri vanno all’osteria per interminabili partite a briscola, Ponzi – un omino in ordine, che ama i libri, la pittura e da giovane fece il burattinaio – si mette lì, sul sagrato della sua casetta, si mette davanti alla pietra prescelta e si fa raccontare la sua misteriosa storia: potrebbe essere il nucleo informe di un leone, di un curioso totem, o, piatta, l’ingresso ad un tempio, con colonne, timpano e due figure che s’incontrano. Prende allora un carbone e su quella pietra ruvida abbozza un disegno che poi accentua , scava, rende in volume con uno scalpello.
Davanti a casa vi sono almeno cinquanta di queste sculture, che la pioggia tende a patinare di verde, di una lievissima muffa che le rende antiche come avanzi di un preromanico immaginario, uscito appunto dall’immaginazione di un uomo che avrebbe potuto essere un garzone _____ se fosse nato ed avesse operato otto secoli fa.

Una mostra patrocinata dall’EPT Reggiano
dal volume “
Dino Menozzi Editrice AGE Reggio E. 1971 pag. 26
“ …. ci sembra opportuno riportare l’avventura della scoperta di Nello Ponzi che solo dopo vent’anni dal suo accostarsi alla pittura, è divenuto noto al pubblico degli appassionati e della critica più attenta.
Di Nello Ponzi si era già sentito parlare sulla stampa locale nei soliti termini giornalistici che puntano sul caso inconsueto e pittoresco, sul “pezzo di colore”. Una verifica diretta ci permise di scoprire, alla sua prima partecipazione ad una modesta collettiva provinciale (Lesignano Bagni – 1968) riservata principalmente alla pittura dilettantistica, i notevoli valori espressi dal suo genuino talento, di conoscerlo meglio e di accertare che le sue prime e già valide e compiute manifestazioni pittoriche risalivano al 1945.
Consci della sua fresca vena poetica, dello straordinario fascino, dell’inconscio e suggestivo primitivismo di tante sue ispirate raffigurazioni (è anche valido scultore) magicamente evocate da biblici racconti e leggende contadine con toni soffusi e fiabeschi, provocammo la sua prima partecipazione ufficiale ( Correggio 1969 – “Il mondo dei naïf” ) con non poca fatica – essendo l’autore talmente restio ad uscire dal suo ambiente quieto e dimesso ma così ricco di fervidi accenti interiori – al punto di dover consegnare in mostra due opere acquistate in precedenza dal pittore stesso, dopo altrettante e non minori insistenze. Lo segnalammo inoltre a Bihalji-Merin, a seguito di una richiesta di compilazione di una succinta panoramica sugli autori italiani di maggior spicco emersi o venuti a conoscenza dal pubblico negli ultimi anni, il quale, osservata la documentazione inviata, confermò in pieno la nostra valutazione e lo inserì tra i nominativi citati nel catalogo Naivni ’70 della omonima Rassegna Internazionale di Zagabria.
Successivamente lo proponemmo ed iscrivemmo personalmente, per la seconda volta, a causa della sua perdurante riluttanza ad esporre, alla 1^ Rassegna annuale di Parma (1971), ove, presente Arsén Pohribny in giuria, meritò il primo premio ex-aequo con altri cinque validissimi autori, fatto questo che costituì la sua ufficiale legittimazione.
Gli “ ingenui ” di Parma
“ … con Nello Ponzi, si torna alle forme arcaiche delle pietre scolpite con la sensibilità di un lapicida medioevale: un mondo misterioso che si svela per le vie semplici di un’autentica cultura popolare. ”

dal catalogo “ Il Mondo dei Naïfs ”
Rassegna storica della Pittura Naïve Italiana
Città di Correggio (Re) - 1991
Sia nella scultura (che consiste nel modellare e sbozzare ruvidamente sassi e blocchi di arenaria, prelevati nel vicino torrente, seguendo e sfruttando le curvature naturali del materiale) che nella pittura, che pratica dal
da GENTE DI CASA NOSTRA
di ieri e di oggi
Nello Ponzi - pittore, scultore, poeta
edito da AVIS Lesignano Bagni – 1993
Nel cuore del vecchio borgo di S. Maria del Piano ha compiuto il “Volo della vita”, per usare questa sua poetica espressione, Nello Ponzi, pittore, scultore, poeta. Tra amene colline, dal verde intenso e dalle “ vigne d’oro ”, Ponzi vide la luce il 21gennaio 1897 e , dopo una parabola di 87 anni, le ha salutate “ senza sgomenti, perché non è triste camminare assieme a Lui … verso il campo fiorito di Verità incancellabile …”. Tale era il suo modo di concepire il presente ed il futuro. Il suo “ Volo “ che “ non fu sempre piacevole e facile “; era iniziato spingendo il carretto attraverso i paesi a vendere qualche taglio di stoffa e passando la notte in qualche fienile o stalla ospitale. Arrivò
Soltanto molto più tardi, dopo essersi prodigato per la famiglia, operando in un’osteria, spalancò agli altri il suo meraviglioso mondo interiore, il suo talento. “Il mio cervello è pieno di fantasia “ andava dicendo; ed era vero, tanto che, dalla sua vena fertilissima sono uscite: poesie, canzoni, ballate, storie ispirate all’amore ed alle vicende di ogni giorno, commedie per i burattini, tracce di film. E, nello stesso tempo, la sua tavolozza ha prodotto centinaia e centinaia di quadri, dai colori accesi, sotto la suggestione di episodi accaduti o immaginati; ha delineato personaggi ed animali in cammino, per sentieri candidi, verso castelli incantati, tra cornici di boschi da favola.
Ponzi ha scolpito soprattutto sassi, quelli che la terra offriva spontaneamente durante l’aratura; e li ha aiutati a “ vivere “ ad “ esprimersi “ con un linguaggio misterioso. In effetti vi ha soffiato dentro una vita, una forza espressiva non comune. Tutta l’attività testimonia il suo carattere di una trasparenza cristallina, i suoi sentimenti, con tutta sincerità e spontaneità, in modo originale ed interessante, tanto da guadagnarsi l’invito alle più grandi mostre degli anni ’70, in Italia ed all’estero, soprattutto in Germania.
Il 10 giugno 1984, è calata la sera sulle splendide aurore da lui dipinte, è terminato il suo “ Volo “, nella sua casa divenuta “ quasi un Oratorio di preghiere e di sofferenze “ e nella quale ha scritto (sono parole sue) “ sulla carta bianca la forza del suo cuore”.
Come non ricordare il suo stile da gentiluomo, nel congedarsi ? Dopo ogni incontro, soleva cantare qualche suo stornello concluso immancabilmente da un largo sorriso, sollevando la mano a mezz’aria a salutare, col cappello, levato in segno di rispetto e d’amicizia.
Questo profilo vuol essere un omaggio, cordiale e consueto, indirizzato a lui, che ha raggiunto ormai il sospirato “ campo fiorito della Verità”.

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